Cos'è breccia di porta pia?

La Breccia di Porta Pia

La Breccia di Porta Pia fu un episodio cruciale del Risorgimento italiano, avvenuto il 20 settembre 1870 a Roma. Rappresentò la presa di Roma da parte del Regno d'Italia e la fine del potere temporale dei papi, evento che portò alla proclamazione di Roma come capitale d'Italia.

Il contesto storico vedeva il Regno d'Italia impegnato a completare l'unificazione nazionale. Dopo le guerre d'indipendenza, restavano fuori dai confini il Veneto (annesso nel 1866) e soprattutto lo Stato Pontificio, governato da Papa Pio IX e difeso da truppe straniere. La Francia, in particolare, si era impegnata a proteggere il Papa, ma con lo scoppio della Guerra franco-prussiana nel 1870, le truppe francesi furono richiamate in patria, lasciando Roma vulnerabile.

Il governo italiano, guidato da Giovanni Lanza, colse l'occasione e, dopo diversi tentativi diplomatici falliti, decise di intervenire militarmente. Il generale Raffaele Cadorna fu incaricato di guidare le truppe italiane verso Roma. L'esercito italiano era nettamente superiore in numero e armamento rispetto alle truppe pontificie.

Dopo un breve assedio, il 20 settembre 1870, i bersaglieri italiani aprirono una breccia nelle mura aureliane nei pressi di Porta Pia. La scelta di questo punto fu strategica: era una zona poco fortificata e permetteva un rapido accesso alla città.

La battaglia fu relativamente breve. Papa Pio IX ordinò una resistenza simbolica per evitare spargimenti di sangue. Dopo poche ore, le truppe pontificie si arresero. Roma fu annessa al Regno d'Italia e il Papa si dichiarò prigioniero nello Stato Vaticano.

La presa di Roma ebbe conseguenze enormi:

La Breccia di Porta Pia è quindi un evento fondamentale nella storia d'Italia, che segnò il completamento dell'unificazione nazionale e l'inizio di una nuova era per Roma e per la Chiesa Cattolica.